Benvenuti nel mio mondo fatto di fantasia, creatività, libero pensiero, nel rispetto di tutto e di tutti......divido con voi le mie esperienze, le mie sensazioni e i miei pensieri ......piu' profondi!

Non so se riuscirò o mi sarà concesso di chiudere "il cerchio", "disegnandolo sulla grande tela della vita". So di per certo però, che qualunque cosa accadrà nel mio percorso di vita futura, le parole, i pensieri, i racconti e le riflessioni, qui riposti, rimarranno, spero, come spunto e stimolo di riflessione per chiunque li leggerà.

martedì 28 luglio 2009

37 - IL BIVIO

Ci sono varie strade che possono portarci dove vogliamo andare.
La prima ci conduce dove ci manda il nostro primo pensiero.
Non è la strada giusta. 
Riflettiamo un poco.
Affrontiamo allora la seconda.
Riflettiamo nuovamente ma non scegliamo ancora.
Finalmente, alla quarta riflessione saremo sulla strada giusta. 
Così non rischieremo più nulla. 
Qualche volta, lasciamo passare una giornata
prima di risolvere il nostro problema.
Attendiamo che i fiumi scorrano all'incontrario 
allo stesso modo che ogni uomo 
nato libero sia contento d' essere rinchiuso 
entro limiti precisi 
senza la libertà di andare dove vuole.
Lungo il cammino delle nostra vita 
facciamo in modo di non privare gli altri della felicità. 
Evitiamo di dare dispiaceri ai nostri simili ma, 
al contrario, vediamo di procurare loro gioia 
ogni volta che possiamo! 
Ogni giorno però ci troviamo dinanzi ad un bivio.
Ogni giorno ci tocca scegliere.
Non sempre è facile decidere.
Non è facile scegliere la strada più giusta, 
la strada più comoda 
e la strada più agevole per noi,
a volte ci tocca scegliere, 
anche la strada più faticosa,
quella più tortuosa,
per raggiungere la nostra meta. 
A volte è molto complicato.
Oggi mi trovo nuovamente dinanzi ad un bivio.
Anche in questa occasione,
dovrò riflettere per poter scegliere.
Andrò per la strada più comoda, ma più lunga?
o quella tortuosa ma più corta?
Sceglierò la strada più agevole e sicura? 
oppure opterò per quella scomoda, ma più interessante?
Credo che in questa occasione, 
vista la grande difficoltà,
sceglierò momentaneamente
e parallelamente la corsia di emergenza!

venerdì 5 giugno 2009

36 - Sonetto XXIV

Il mio occhio s'è fatto pittore ed ha tracciato

L'immagine tua bella sul quadro del mio cuore;

il mio corpo è cornice in cui è racchiusa,

Prospettica, eccellente arte pittorica,

Ché attraverso il pittore devi vederne l'arte

Per trovar dove sia la tua autentica immagine dipinta

Custodita nella bottega del mio seno,

Che ha gli occhi tuoi per vetri alle finestre.

Vedi ora come gli occhi si aiutino a vicenda:

I miei hanno tracciato la tua figura e i tuoi

Son finestre al mio seno, per cui il Sole

Gode affacciarsi ad ammirare te.

Però all'arte dell'occhio manca la miglior grazia:

Ritrae quello che vede, ma non conosce il cuore

~ William Shakespeare ~

giovedì 28 maggio 2009

35 - Donna ti voglio cantare

Donna ti voglio cantare

Donna ti voglio cantare
donna la madre,
donna la fine
donna sei roccia,
donna sei sabbia
e a volte nuvola sei...

Donna sei acqua e sei fiamma
donna paura,
donna allegria
donna saggezza,
donna follia
e a volte nuvola sei...

Donna, donna sei l'ombra
donna sei nebbia,
donna sei l'alba
donna,donna di pietra
a volte nuvola sei...

Donna, donna l'amica
donna sei nave,
donna sei terra
donna,donna sei l'aria
e a volte nuvola sei...

Donna sei sete e vendemmia
donna sei polvere,
donna sei pioggia
donna saggezza,
donna folliaa volte nuvola sei...

Donna ti voglio cantare
donna sei luce,
donna sei cenere
donna sei ansia,
donna sei danza
e a volte nuvola sei...

Donna, donna sorgente
Donna sei erba,
donna sei foglia.
Donna, donna sei pietra
e a volte nuvola sei...
Angelo Branduardi

mercoledì 27 maggio 2009

34 - La bella addormentata

La bella addormentata (di Domenico Chieffo)Venosa, l’ultima ora è venuta
ed io sul tacito veron seduto
in solitaria malinconia
ti guardo e lacrimo Venosa mia.

Non più quei fuochi di legna ardenti
che a San Giuseppe ci fan contenti
perché sui muri passa il metano
che, per fortuna, “ci dà una mano”.

Passa un amico per la città
“Ehi, di Venosa che novità?”
“Qui, ogni giorno, qualcosa manca
stiamo innalzando bandiera bianca.

Per noi è autunno, non c’è che dire,
non splende il sole dell’avvenire
questo paese, sotto la luna,
perde le foglie ad una ad una.

Ci siam distratti per un momento:
non c’era più il “Collocamento”,
e Sant’Andrea, tempio ideale,
ha perso il titolo di Cattedrale.

E con finezza, a mo’ di tonsura,
fra un po’ ci privan della Pretura
e se vien meno un po’ d’attenzione
ci troveremo senza stazione.

Grazie alla legge di un certo Ministro
van via “le Imposte”, va via “il Registro”,
e, se non passa ‘sto temporale,
forse perdiamo pur l’Ospedale.

Ora è scomparso, oh che tristezza!
anche l’Ufficio della “monnezza”
montiam la guardia al nostro Castello
se no ci portan via anche quello.

Amico mio, saggio e canuto,
che stai sul tacito veron seduto,
scendi tra noi, dacci una mano,
non si fa nulla sopra un divano.

Diamo ai più giovani qualche speranza
qui l’amor patrio è andato in vacanza
non c’è passione, spento è l’orgoglio
è ben che cresca un po’ d’erba “voglio”!

Fiato alle trombe, diamo uno squillo,
viver non basta d’Orazio e Tansillo
Venosa aspetta d’esser svegliata
sopra “le pietre” s’è addormentata.

Chissà se un giorno un principe azzurro
con un bel bacio, con un sussurro
verrà a svegliarla e a dirle: “Cara,
ti giunge il canto della Fiumara?

Ti giunge il suono delle campane?
Senti il profumo del tuo bel pane?
Ritorni in te l’antica fierezza
d’essere stella di prima grandezza.

Tu sei la terra dei cento leoni,
delle fontane, dei bei largoni,
grandi le mura, grande la storia
ma abbiam bisogno di nuova gloria.

Antiche chiese, bei monumenti,
archi, colonne, pietre splendenti,
ma accanto a questi mille tesori
dovranno nascere nuovi valori.

“Venosa, svegliati! siamo in aprile
tornan le rondini sul campanile
vecchio paese fatti sentire
riaccendi il sole dell’avvenire!”


Venusium 1709

sabato 23 maggio 2009

33 - La Creazione

La Creazione

.......Un po di tempo fa ho seguito un corso bibblico parrocchiale, tenuto allora dal parroco don Filippo Santoliquido ed ero molto preso ed appassionato dalle varie argomentazioni e dalle molteplici tematiche che i libli bibblici presentavano; mi sono trovato a leggere ed approfondire quindi una avvincente recenzione sul I° libro della Bibbia: la Genesi.
In quel periodo mi sono avvalso anche del conforto e dei consigli di due eminenti esperti in materia: il prof. Antonino Zichichi, (noto scienziato, fisico e divulgatore scientifico) e la prof.essa Anna Maria Cenci (scrittrice, editorialista, medico, biblista, spentasi nel febbraio 2006). Il primo ha voluto rispondere ai miei quesiti addirittura in diretta televisiva nella fortunata e famosa trasmissione di RAI 2 "Mattina in famiglia", trasmissione nella quale lui aveva una rubrica domenicale; la seconda mi ha onorato scrivendo personalmente di suo pugno, che qui riporto fedelmente.
Questi i miei quesiti.

.........Alla cortese attenzione
della dott.essa Sig.ra Anna Maria Cenci
Gentile Dott.essa, so che Lei è una grande donna di chiesa del nostro tempo ed una profonda credente, anch'io sono molto credente, con molto piacere io e mia moglie Antonella seguiamo attentamente, quando ci è possibile, i Suoi interventi su Radio Maria.
Mi rivolgo a Lei perchè La ritengo un'esponente molto autorevole del mondo spirituale, teologico e culturale e per questo Le volevo porre un paio di domande riguardanti la Bibbia, perchè a prescindere dal credo religioso e dalle verità contenute nelle Sacre Scritture, ci sono alcune tematiche che necessitano di approfondimento, ad esempio la Creazione del firmamento; infatti una delle domande più frequenti che gli uomini di tutti i tempi si sono poste è quella relativa all'origine dell'universo.
Fatte le dovute premesse, vengo al dunque:"In principio Iddio creò..."Gli studiosi di scienze naturali studiano l'universo, i teologi la rivelazione biblica. Ora se l'universo e la Bibbia provengono entrambe dalla stessa fonte, non v'è ragione per il teologo di temere di confrontarsi con le scienze naturali, perchè entrambe dovrebbero condurre necessariamente a Dio, in quanto Lui è il Creatore dell'universo e allo stesso tempo è Colui che ha ispirato gli scrittori biblici.
Pur tuttavia, molte volte, vi sono profonde contraddizioni tra le affermazioni dei teologi e quelle degli uomini di scienza. C'è da chiedersi perchè ciò avvenga.
La teologia e le scienze naturali sono interpretazioni umane, ricerche ed investigazioni fatte da uomini, che cercano di fare del loro meglio, ma che, essendo limitati in quanto uomini, nel loro modo di comprendere l'universo ed il messaggio biblico possono certamente commettere degli errori.
In questo periodo sto leggendo una recenzione sul I° libro della Bibbia: la Genesi.
La mia attenzione è completamente presa dalla questione della Creazione.
La filosofia greca pensava ad un Dio creatore fuori dal tempo.
Per le Sacre Scritture Dio creò dal nulla "i cieli e la terra", cioè l'universo.
Prima domanda:"In principio Iddio creò..." dal nulla.
Le Sacre Scritture non identificano Dio con l'universo. L'universo non è un'emanazione, ma una creazione di Dio.
L'universo non dovrebbe essere eterno, ma è una realtà creata da Dio "in principio"; allora o la materia, in quanto energia, è eterna o ha avuto un principio. Se ha avuto un principio nasce il problema: da dove proviene?
Il problema dei "giorni" in Genesi 1.
Secondo il racconto bibblico, tutto sarebbe accaduto in una settimana di sei giorni più un giorno di riposo.
So che ci sono diverse scuole di pensiero al riguardo e che da sempre molti filosofi, teologi, pensatori, scienziati ecc... si sono occupati della questione:
Secondo alcuni Padri della Chiesa "i giorni" della Creazione devono essere interpretati in modo allegorico, metaforico, figurativo e non letterale.
S. Agostino insegnava che Dio creò il mondo in un singolo attimo.
Lutero sosteneva che il mondo con tutte le sue creature, fu creato in sei giorni, nel senso letterale delle parole, specificando che intendeva un giorno di 24 ore.
Molti teologi cattolici sono dello stesso parere, altri no.
J. Hutton e C. Lyell interpretano i giorni della Genesi come lunghi periodi di tempo, dando inizio alla teoria "giorno-era".
H. Miller infine, sostiene la teoria che i giorni della creazione siano "giorni di rivelazione", secondo questa interpretazione, Dio non creò il mondo in sei giorni, ma in un periodo indeterminato di tempo.
In sei giorni letterali lo ha solo "rivelato" e spiegato all'uomo.
Seconda domanda: I "giorni" della Genesi come vanno interpretatati ?
Come delle lunghe epoche ("giorno = era")?
Vanno interpretati "letteralmente" in giorni di 24 ore (perchè a Dio tutto è possibile!)?
Va presa in considerazione la teoria della "Rivelazione?
Oppure ci sono altre teorie più accreditate?
Grazie Dottoressa per la sua gentile attenzione e la Sua disponibilità, mi scuso se sono stato lungo nell'esposizione e credo che essendo Lei una donna di fede, mi perdonerà, Le sarei molto grato se vorrà rispondermi e illustrare il Suo pensiero in merito.
La saluto cordialmente -


..............Vincenzo Giaculli - Venosa, 03-03-'02




........Gentile sig. Giaculli
Mi perdoni per il grande ritardo con cui le rispondo.
Io ho pubblicato un libro intitolato: “I sei giorni della creazione”.
...
Voglio dirle cose che certamente lei ha gia pensato.
Ritengo il Signore Dio il creatore dell’universo e quindi anche della nostra piccola grande Terra. Quando le dico questo, voglio dire che se al posto della parola “Dio”, io dicessi: ritengo che una Intelligenza potentissima e sapientissima ha creato l’universo, non cambierebbe nulla.
La Sacra Scrittura è detta anche Rivelazione.
San Giacomo nella sua unica lettera (nelle ultime pagine della Bibbia) chiama Dio : “il Padre degli astri luminosi”. E’ una frasettina che ci toglie il respiro se pensiamo agli innumerevoli corpi celesti che sono nell’universo nel quale, gli scienziati non vedono i confini…
Credo che se saremo degni di avere la vita eterna, avremo tutto il tempo per conoscere i misteri gaudiosi dai quali siamo circondati e nei quali siamo immersi.
Così ho deciso di attenermi a quanto è rivelato nella Bibbia e di trovare pace nel mio spirito.
Ho la certezza che Dio non ha bisogno di tempi lunghi per creare qualsiasi realtà. E’ scritto: “Egli disse e la cosa fu”!
E’ in quel “disse” è il mistero di tutte le cose.

Ho detto più volte, anche a Radio Maria, che il “lavoro”, per dir così inimmaginabile di Dio è stata proprio l’invenzione di ogni realtà.
L’idea dell’albero, della roccia, dell’acqua, della terra e di ogni essere vivente, con tutti gli organi vitali che lo compongono, è nata nella sua mente ed è qualcosa di così meraviglioso, di così grande che non si trovano parole per definirlo.
Ma non è poi importante trovare delle definizioni.
E’ già una grazia che la nostra mente possa giungere a considerare queste cose. Ci sono molte menti che non giungono mai a considerarle e non pensano mai a ciò che Dio ha creato e fatto sussistere. E anche questo non è facile da capire.
Comunque ringraziamo il Signore della capacità che ci ha dato di pensare e, soprattutto di pensare a Lui!
Questa è già una cosa bellissima, signor Vincenzo, e forse un segno di predilezione divina.
Quando San Paolo fu rapito in paradiso (v. 2 Cor.12,4) e poi ritornò sulla Terra (egli dice:” se fu col corpo o senza il corpo non lo so Dio lo sa”) e dice anche che non è possibile all’uomo riferire ciò che vi è lassù. Così bisogna restare nell’umiltà e nella pazienza.
Qualunque concettura possiamo fare, adesso, sull’origine del mondo (anzi, dell’universo) potrebbe essere sbagliata.
Adoriamo Dio nel silenzio della mente e del cuore.
Che Dio la benedica con la sua cara consorte!
Anna Maria



32 - Quando parlano le pietre

Quando parlano le pietre

Le rovine rappresentano l'opera del tempo e la memoria degli uomini.
Le pietre ci invitano a compiere un viaggio tra le vestigia di tutto un mondo molto lontano ma sempre presente, un mondo silenzioso, nascosto ed a volte misterioso, per rivelarne insieme oltre alla storia, alla poesia e alla bellezza anche il significato.

E’ bello delineare un percorso e tracciare un itinerario attraverso le grandi culture che si sono avvicendate nel corso dei secoli e attraverso gli antichi siti che hanno popolato nel tempo i sogni dei poeti e affascinato architetti, scultori, scalpellini, artisti, musici e scrittori di epoche diverse: dalla preistoria all’antica Grecia, dalla Roma imperiale al medioevo, dal rinascimento fino ai giorni nostri, sconvolti dalle ultime due guerre mondiali, passando quindi per l'impero romano, ripercorrendo i luoghi simbolo dell'evangelizzazione e della cristianità con manufatti come templi, fortezze, chiese ed edifici che raccontano la storia di ognuno.
Ora che molte di queste pietre hanno fatto ritorno alla luce e al loro primitivo splendore, esse liberano il loro spirito, nel silenzio e nella luce.
E’ bello sentire l’ebbrezza del vissuto dove le emozioni sono condivisibili, e i sogni diventano “tangibili”, dove sembra che il tempo non sia mai passato …insomma: un vero e proprio viaggio nel tempo.

Ogni edificio potrebbe raccontare la sua storia, ma gli uomini non li ascoltano, lo abitano.
Quando però il suo spirito emerge, allora l’uomo riesce a sentire…”.


Ogni costruzione, infatti, finché rimane in piedi è prigioniera del suo dovere, celebrativo o funzionale che sia.
Quando invece inizia la decadenza ogni costruzione si libera della sua servitù e inizia a raccontarsi attraverso le sue crepe.
Un viaggio nelle culture e nel tempo, ma forse è più corretto definirlo: un viaggio “senza tempo”. La “stratificazione della storia” è infatti un privilegio tangibile per chi vive in questa città, ricca di luoghi dove il passato e il presente si fondono, creando atmosfere irripetibili altrove.
è uno di questi siti che predispongono a questo la mente, gli occhi, e il cuore. Un esempio ideale di cultura e bellezza:
E’ un privilegio che in questo paese ci sia tanta bellezza, manca però una consapevolezza: bisogna difenderla la bellezza, dall’ignoranza, dal degrado, dall’incuria, perché è un bene inestimabile, e un diritto poterne usufruire tutti, liberamente, con gioia e rispetto.
Chi cerca trova: il "dejavù" e le pietre che parlano

E’ il fenomeno del “dejavu”. Ci credo: credo fermamente che esista qualcosa che vada aldilà di tutte le realtà materiali e temporali, che ci collega con un infinito, un passato che continua nel presente e nel futuro, e in modo tangibile.

In una città come Venosa, quest’impressione è empiricamente dimostrabile: chi vive qui ha il privilegio di poter toccare con mano il passato.

Basta semplicemente sfiorare una pietra antica, l’androne di un palazzo che conservi resti di qualche casa romana, un pezzo di colonna che affiora da qualche chiesa, costruita sopra qualche tempio. Provate a farlo, e a chiudere gli occhi: le pietre parlano, ci raccontano cose, ci trasportano come una macchina del tempo, basta sapere ascoltare.


Malgrado tutti i paradossi e le contraddizioni della nostra cittadina, per me è un privilegio vivere qui, malgrado il problemi di tutti i giorni, la viabilità disastrata, il disinteresse e l’apatia politica, la maleducazione, la barbarie ed il vandalismo metropolitano e l’incuria quasi imperante nei nostri parchi meravigliosi, che meriterebbero maggior attenzione anziché languire nell’abbandono fra cartacce, escrementi e bottiglie di birra: basta pensare alle vie del Parco Archeologico, un tempo attraversate al galoppo da eserciti invincibili, dalle corti degli imperatori, come la famosa Via Appia.
Eppure malgrado tutto, questa città-museo a cielo aperto, esercita un fascino ineguagliabile sui residenti e sui stranieri.
“Di questa città mi affascina la stratificazione della storia.

Qui si può davvero toccare con mano, dalla preistoria al medioevo, dal rinascimento al barocco, fino ai tempi moderni, e persino certa architettura fascista ha un suo fascino, un suo significato nella storia dell’arte”.

Comunque è vero. Si perdono tante cose nella vita: occhiali, ombrelli, penne, chiavi di casa….ma c’è una cosa che non si potrà perdere mai: la nostra storia, quella che ci dà l’orientamento in questo mondo, e in questa epoca difficile e un po’ oscura.
Basterebbe guardarsi attorno, riempirsi gli occhi con bellezza dei nostri siti e soprattutto fermarsi, ad ascoltare le pietre. Una storia che si vede, che si tocca, che può dare a tutti coraggio, forza e l’orgoglio necessario per andare avanti: non dimentichiamoci che per capire chi siamo e dove andiamo dobbiamo sapere da dove veniamo.





La storia siamo noi.

giovedì 21 maggio 2009

31 - Se tu sei cielo

Se Tu Sei Cielo :

Se tu sei cielo

è a te che tornerò

e sul tuo seno

le ali piegherò...

Per il mio sonno sei notte

e sole al mattino

e tiepida pioggia

sulla terra che ho.

Se tu sei vento

vento di mare...

prima tempesta

e poi riparo.

Il tuo passo leggero

mi segue sulla via,

sei tu che cammini

sulla terra che ho.

Se tu sei tempo

con me tu passerai,

bella stagione,

profumo mi darai...

e vendemmia per noi

L'autunno che verrà,

poi le foglie cadranno

sulla terra che ho.

Ma tu sei cielo

e a te io tornerò

e del tuo seno

il nido mi farò...

Sei la strada accogliente

che il mio passo sa già

e sei vento, sei tempo,

sei la terra che ho.

...........................Angelo Branduardi.....................