Non so se riuscirò o mi sarà concesso di chiudere "il cerchio", "disegnandolo sulla grande tela della vita". So di per certo però, che qualunque cosa accadrà nel mio percorso di vita futura, le parole, i pensieri, i racconti e le riflessioni, qui riposti, rimarranno, spero, come spunto e stimolo di riflessione per chiunque li leggerà.
martedì 28 luglio 2009
37 - IL BIVIO
venerdì 5 giugno 2009
36 - Sonetto XXIV
Il mio occhio s'è fatto pittore ed ha tracciato
L'immagine tua bella sul quadro del mio cuore;
il mio corpo è cornice in cui è racchiusa,
Prospettica, eccellente arte pittorica,
Ché attraverso il pittore devi vederne l'arte
Per trovar dove sia la tua autentica immagine dipinta
Custodita nella bottega del mio seno,
Che ha gli occhi tuoi per vetri alle finestre.
Vedi ora come gli occhi si aiutino a vicenda:
I miei hanno tracciato la tua figura e i tuoi
Son finestre al mio seno, per cui il Sole
Gode affacciarsi ad ammirare te.
Però all'arte dell'occhio manca la miglior grazia:
Ritrae quello che vede, ma non conosce il cuore
giovedì 28 maggio 2009
35 - Donna ti voglio cantare
Donna ti voglio cantare
donna la madre,
donna la fine
donna sei roccia,
donna sei sabbia
e a volte nuvola sei...
Donna sei acqua e sei fiamma
donna paura,
donna allegria
donna saggezza,
donna follia
e a volte nuvola sei...
Donna, donna sei l'ombra
donna sei nebbia,
donna sei l'alba
donna,donna di pietra
a volte nuvola sei...
Donna, donna l'amica
donna sei nave,
donna sei terra
donna,donna sei l'aria
e a volte nuvola sei...
Donna sei sete e vendemmia
donna sei polvere,
donna sei pioggia
donna saggezza,
donna folliaa volte nuvola sei...
Donna ti voglio cantare
donna sei luce,
donna sei cenere
donna sei ansia,
donna sei danza
e a volte nuvola sei...
Donna, donna sorgente
Donna sei erba,
donna sei foglia.
Donna, donna sei pietra
e a volte nuvola sei...
Angelo Branduardi
mercoledì 27 maggio 2009
34 - La bella addormentata
ed io sul tacito veron seduto
in solitaria malinconia
ti guardo e lacrimo Venosa mia.
Non più quei fuochi di legna ardenti
che a San Giuseppe ci fan contenti
perché sui muri passa il metano
che, per fortuna, “ci dà una mano”.
Passa un amico per la città
“Ehi, di Venosa che novità?”
“Qui, ogni giorno, qualcosa manca
stiamo innalzando bandiera bianca.
Per noi è autunno, non c’è che dire,
non splende il sole dell’avvenire
questo paese, sotto la luna,
perde le foglie ad una ad una.
Ci siam distratti per un momento:
non c’era più il “Collocamento”,
e Sant’Andrea, tempio ideale,
ha perso il titolo di Cattedrale.
E con finezza, a mo’ di tonsura,
fra un po’ ci privan della Pretura
e se vien meno un po’ d’attenzione
ci troveremo senza stazione.
Grazie alla legge di un certo Ministro
van via “le Imposte”, va via “il Registro”,
e, se non passa ‘sto temporale,
forse perdiamo pur l’Ospedale.
Ora è scomparso, oh che tristezza!
anche l’Ufficio della “monnezza”
montiam la guardia al nostro Castello
se no ci portan via anche quello.
Amico mio, saggio e canuto,
che stai sul tacito veron seduto,
scendi tra noi, dacci una mano,
non si fa nulla sopra un divano.
Diamo ai più giovani qualche speranza
qui l’amor patrio è andato in vacanza
non c’è passione, spento è l’orgoglio
è ben che cresca un po’ d’erba “voglio”!
Fiato alle trombe, diamo uno squillo,
viver non basta d’Orazio e Tansillo
Venosa aspetta d’esser svegliata
sopra “le pietre” s’è addormentata.
Chissà se un giorno un principe azzurro
con un bel bacio, con un sussurro
verrà a svegliarla e a dirle: “Cara,
ti giunge il canto della Fiumara?
Ti giunge il suono delle campane?
Senti il profumo del tuo bel pane?
Ritorni in te l’antica fierezza
d’essere stella di prima grandezza.
Tu sei la terra dei cento leoni,
delle fontane, dei bei largoni,
grandi le mura, grande la storia
ma abbiam bisogno di nuova gloria.
Antiche chiese, bei monumenti,
archi, colonne, pietre splendenti,
ma accanto a questi mille tesori
dovranno nascere nuovi valori.
“Venosa, svegliati! siamo in aprile
tornan le rondini sul campanile
vecchio paese fatti sentire
riaccendi il sole dell’avvenire!”
sabato 23 maggio 2009
33 - La Creazione
Pur tuttavia, molte volte, vi sono profonde contraddizioni tra le affermazioni dei teologi e quelle degli uomini di scienza. C'è da chiedersi perchè ciò avvenga.
Lutero sosteneva che il mondo con tutte le sue creature, fu creato in sei giorni, nel senso letterale delle parole, specificando che intendeva un giorno di 24 ore.
La Sacra Scrittura è detta anche Rivelazione.
Credo che se saremo degni di avere la vita eterna, avremo tutto il tempo per conoscere i misteri gaudiosi dai quali siamo circondati e nei quali siamo immersi.
Così ho deciso di attenermi a quanto è rivelato nella Bibbia e di trovare pace nel mio spirito.
Ho la certezza che Dio non ha bisogno di tempi lunghi per creare qualsiasi realtà. E’ scritto: “Egli disse e la cosa fu”!
E’ in quel “disse” è il mistero di tutte le cose.
L’idea dell’albero, della roccia, dell’acqua, della terra e di ogni essere vivente, con tutti gli organi vitali che lo compongono, è nata nella sua mente ed è qualcosa di così meraviglioso, di così grande che non si trovano parole per definirlo.
Comunque ringraziamo il Signore della capacità che ci ha dato di pensare e, soprattutto di pensare a Lui!
Questa è già una cosa bellissima, signor Vincenzo, e forse un segno di predilezione divina.
Quando San Paolo fu rapito in paradiso (v. 2 Cor.12,4) e poi ritornò sulla Terra (egli dice:” se fu col corpo o senza il corpo non lo so Dio lo sa”) e dice anche che non è possibile all’uomo riferire ciò che vi è lassù. Così bisogna restare nell’umiltà e nella pazienza.
Qualunque concettura possiamo fare, adesso, sull’origine del mondo (anzi, dell’universo) potrebbe essere sbagliata.
Adoriamo Dio nel silenzio della mente e del cuore.
Che Dio la benedica con la sua cara consorte!
Anna Maria
32 - Quando parlano le pietre
Le rovine rappresentano l'opera del tempo e la memoria degli uomini.
Le pietre ci invitano a compiere un viaggio tra le vestigia di tutto un mondo molto lontano ma sempre presente, un mondo silenzioso, nascosto ed a volte misterioso, per rivelarne insieme oltre alla storia, alla poesia e alla bellezza anche il significato.
E’ bello delineare un percorso e tracciare un itinerario attraverso le grandi culture che si sono avvicendate nel corso dei secoli e attraverso gli antichi siti che hanno popolato nel tempo i sogni dei poeti e affascinato architetti, scultori, scalpellini, artisti, musici e scrittori di epoche diverse: dalla preistoria all’antica Grecia, dalla Roma imperiale al medioevo, dal rinascimento fino ai giorni nostri, sconvolti dalle ultime due guerre mondiali, passando quindi per l'impero romano, ripercorrendo i luoghi simbolo dell'evangelizzazione e della cristianità con manufatti come templi, fortezze, chiese ed edifici che raccontano la storia di ognuno. Ora che molte di queste pietre hanno fatto ritorno alla luce e al loro primitivo splendore, esse liberano il loro spirito, nel silenzio e nella luce.
E’ bello sentire l’ebbrezza del vissuto dove le emozioni sono condivisibili, e i sogni diventano “tangibili”, dove sembra che il tempo non sia mai passato …insomma: un vero e proprio viaggio nel tempo.
Ogni edificio potrebbe raccontare la sua storia, ma gli uomini non li ascoltano, lo abitano.
Quando però il suo spirito emerge, allora l’uomo riesce a sentire…”.
Un viaggio nelle culture e nel tempo, ma forse è più corretto definirlo: un viaggio “senza tempo”. La “stratificazione della storia” è infatti un privilegio tangibile per chi vive in questa città, ricca di luoghi dove il passato e il presente si fondono, creando atmosfere irripetibili altrove.
è uno di questi siti che predispongono a questo la mente, gli occhi, e il cuore. Un esempio ideale di cultura e bellezza:
E’ un privilegio che in questo paese ci sia tanta bellezza, manca però una consapevolezza: bisogna difenderla la bellezza, dall’ignoranza, dal degrado, dall’incuria, perché è un bene inestimabile, e un diritto poterne usufruire tutti, liberamente, con gioia e rispetto.
E’ il fenomeno del “dejavu”. Ci credo: credo fermamente che esista qualcosa che vada aldilà di tutte le realtà materiali e temporali, che ci collega con un infinito, un passato che continua nel presente e nel futuro, e in modo tangibile.
Basta semplicemente sfiorare una pietra antica, l’androne di un palazzo che conservi resti di qualche casa romana, un pezzo di colonna che affiora da qualche chiesa, costruita sopra qualche tempio. Provate a farlo, e a chiudere gli occhi: le pietre parlano, ci raccontano cose, ci trasportano come una macchina del tempo, basta sapere ascoltare.
Eppure malgrado tutto, questa città-museo a cielo aperto, esercita un fascino ineguagliabile sui residenti e sui stranieri.
“Di questa città mi affascina la stratificazione della storia.
Basterebbe guardarsi attorno, riempirsi gli occhi con bellezza dei nostri siti e soprattutto fermarsi, ad ascoltare le pietre. Una storia che si vede, che si tocca, che può dare a tutti coraggio, forza e l’orgoglio necessario per andare avanti: non dimentichiamoci che per capire chi siamo e dove andiamo dobbiamo sapere da dove veniamo.
giovedì 21 maggio 2009
31 - Se tu sei cielo
Se Tu Sei Cielo :
Se tu sei cielo
è a te che tornerò
e sul tuo seno
le ali piegherò...
Per il mio sonno sei notte
e sole al mattino
e tiepida pioggia
sulla terra che ho.
Se tu sei vento
vento di mare...
prima tempesta
e poi riparo.
Il tuo passo leggero
mi segue sulla via,
sei tu che cammini
sulla terra che ho.
Se tu sei tempo
con me tu passerai,
bella stagione,
profumo mi darai...
e vendemmia per noi
L'autunno che verrà,
poi le foglie cadranno
sulla terra che ho.
Ma tu sei cielo
e a te io tornerò
e del tuo seno
il nido mi farò...
Sei la strada accogliente
che il mio passo sa già
e sei vento, sei tempo,
sei la terra che ho.
...........................Angelo Branduardi.....................

















