
Benvenuti nel mio mondo fatto di fantasia, creatività, libero pensiero, nel rispetto di tutto e di tutti......divido con voi le mie esperienze, le mie sensazioni e i miei pensieri ......piu' profondi!
Non so se riuscirò o mi sarà concesso di chiudere "il cerchio", "disegnandolo sulla grande tela della vita". So di per certo però, che qualunque cosa accadrà nel mio percorso di vita futura, le parole, i pensieri, i racconti e le riflessioni, qui riposti, rimarranno, spero, come spunto e stimolo di riflessione per chiunque li leggerà.
Non so se riuscirò o mi sarà concesso di chiudere "il cerchio", "disegnandolo sulla grande tela della vita". So di per certo però, che qualunque cosa accadrà nel mio percorso di vita futura, le parole, i pensieri, i racconti e le riflessioni, qui riposti, rimarranno, spero, come spunto e stimolo di riflessione per chiunque li leggerà.
venerdì 27 marzo 2015
venerdì 20 marzo 2015
L’urlo
Mi sono addormentato al chiaro di luna,
illudendomi di
sognare mondi fantastici e ricchi di emozioni.
Il mio sonno era pesante e non
mi sono accorto che già un branco di lupi e di sciacalli, travestiti da agnelli
mi stavano azzannando e dilaniando le mie membra.
Il Signore ha inviato te.
Il buon Dio ti ha messo al mio
fianco.
Sei stata mandata dal cielo, inviata da Dio, che adagiata su
una falce di luna, mi hai destato dal torpore ingannevole di quel sonno, che ha
offuscava la mia mente, che prendeva i miei pensieri peccaminosi.
Mi hai destato, mi hai aiutato ad alzare, mi hai sollevato;
hai allontanato le bestie inferocite che circondavano il mio corpo inerme e con
l’aiuto di Dio, mi hai portato via, al sicuro, lontano da vili aggressioni
animalesche.
giovedì 12 marzo 2015
Uomo di poca fede
Spiritualmente mi sono sentito come San Pietro, anch’egli
salvato dalle acque e dalle sue paure per la sua scarsa fede in Cristo:
Mt 14,22-33 “…sul
lago si leva una forte tempesta, e proprio in mezzo alla tempesta Gesù
raggiunge la barca dei discepoli, camminando sulle acque del lago. Quando lo
vedono, i discepoli si spaventano, pensano a un fantasma, ma Lui li
tranquillizza: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!» Pietro, col suo tipico
slancio, gli chiede quasi una prova: «Signore, se sei tu, comandami di venire
verso di te sulle acque»; e Gesù gli dice «Vieni!» Pietro scende dalla barca e
si mette a camminare sulle acque; ma il vento forte lo investe e lui comincia
ad affondare. Allora grida: «Signore, salvami!»
e Gesù gli tende la mano e lo solleva e gli disse: «Uomo di poca fede,
perché hai dubitato?»
Io, come Pietro comincio ad affondare nel momento in cui
distolgo lo sguardo da Gesù e mi lascio travolgere dalle avversità che mi
circondano. Ma il Signore è sempre lì, e quando Pietro lo invoca, Gesù lo salva
dal pericolo. Anch’io mi sono sentino tirare su dalla mano di Gesù mentre stavo
annegando.
Anch’io come Pietro, con i miei slanci e le mie debolezze, in mezzo alle tempeste e ai pericoli del mondo e della vita di tutti i giorni, ho dimostrato di avere poca fede: sempre fragile e povera, inquieta ma per fortuna anche vittoriosa.
Anch’io come Pietro, con i miei slanci e le mie debolezze, in mezzo alle tempeste e ai pericoli del mondo e della vita di tutti i giorni, ho dimostrato di avere poca fede: sempre fragile e povera, inquieta ma per fortuna anche vittoriosa.
mercoledì 18 febbraio 2015
La mia ancora di salvezza
Vivo un doppio naufragio, fisico e spirituale.
Ma proprio quando sembra che sia tutto perduto, mi viene
dato un aiuto inaspettato.
Sei tu amore mio il mio salvagente vivente.
Sei tu
che hai accolto il mio SOS e che nonostante le ferite ed il male che ti ho
fatto, hai accolto il mio grido di
dolore e di disperazione.
Sei tu la mia roccia solida.
Sei tu che mi hai gettato
la fune alla quale io mi sono aggrappato.
Sei tu la mia ancora di salvataggio
alla quale io ho legato la corda della mia rovinosa nave ed è solo grazie a te
ed al tuo amore per me che ora sono vivo.
Spiritualmente mi sono sentito come San Pietro, anch’egli
salvato dalle acque e dalle sue paure per la sua scarsa fede in Cristo.
giovedì 15 gennaio 2015
La Tempesta
“O navis, referent in mare te novi
fluctus.” (Orazio).
“O nave,
nuovi flutti ti sospingeranno in mare! O che cosa fai? Arriva presto al porto!
Non vedi che il fianco è privo di remi e l'albero danneggiato dal veloce vento
Africo? “
La mia navigazione
nel mare della vita è alquanto limitata ad acque calme e tranquille.
È capitato qualche volta che la mia imbarcazione affrontasse delle tempeste, ma i danni fortunatamente sono stati sempre abbastanza contenuti.
È capitato qualche volta che la mia imbarcazione affrontasse delle tempeste, ma i danni fortunatamente sono stati sempre abbastanza contenuti.
Questa
volta invece sono stato trascinato in una tempesta che può essere considerata
la “tempesta perfetta” della mia vita.
Venti fortissimi ed impetuosi sospinti da forze ostili ed occulte hanno
scatenato una tempesta incredibile ed indescrivibile ed hanno trascinato il mio
natante in acque agitate e burrascose.
Quella che per me è sempre stata una
navigazione tranquilla e sicura si è trasformata in un vero e proprio incubo.
Il mare calmo e placido abituato a solcare, improvvisamente è diventato grosso,
selvaggio ed indomabile. Sono in balia di onde altissime e gigantesche, che
scuotono ripetutamente con forza e con violenza la mia imbarcazione.
La mia
bussola non indica più il vero nord; i miei punti cardini di riferimento sono
saltati ed io pur essendo un marinaio esperto non riconosco più la rotta e la giusta direzione per l’approdo ad un
porto sicuro nel quale mettermi a riparo.
Sono
giorni terribili, interminabili.
Il cielo è tetro e le nuvole minacciano
pioggia e burrasca.
Il sole sembra sparito per sempre, l’aria è irrespirabile.
Le forze sono allo stremo. La vergogna e l’umiliazione per il naufragio è
tanta, perché tutto è inevitabile.
Tutto ciò che doveva accadere, è accaduto.
Nulla è stato risparmiato.
Tutto un carico di vita, di esperienza, di fiducia,
di dignità, di buono e di bello che la mia nave ha trasportato per tanti anni
con onore… è andato perduto per sempre!
La nave è perduta e con essa, per onore
anche il capitano dovrebbe affondare con essa. Sono giorni drammatici fatti
di tanta disperazione, nel silenzio
assordante, nell’isolamento più totale e nell’indifferenza più assoluta.
…
Sono ormai
un naufrago in balia delle onde di un mare burrascoso e sballottato ed
avversato da correnti e venti contrari alla mia rotta. Non solo le mie forze
fisiche mi stanno abbandonando, ma anche la mia fede in Dio inizia a vacillare
in questa tempesta così inspiegabilmente violenta.
La mia nave sta affondando ed io con lei,
cerco aiuto ma nessuno mi ascolta, nessuno mi può ascoltare, le mie grida sono
mute.
Grido a Dio di aiutarmi, ma anche Lui sembra non ascoltarmi.
Vivo un doppio naufragio, fisico e spirituale.
Le volpi devastatrici
Fra tutti i popoli della terra
scegliesti me come tua vigna,
alla quale donasti una terra
in cui facesti scorrere latte e miele.
La mia vigna non l'ho custodita,
le volpi devastatrici l'hanno invasa.

Ti ho già respinto abbastanza, Signore,
vieni ora a prendere possesso del tuo bene.
Iscriviti a:
Post (Atom)











