Benvenuti nel mio mondo fatto di fantasia, creatività, libero pensiero, nel rispetto di tutto e di tutti......divido con voi le mie esperienze, le mie sensazioni e i miei pensieri ......piu' profondi!

Non so se riuscirò o mi sarà concesso di chiudere "il cerchio", "disegnandolo sulla grande tela della vita". So di per certo però, che qualunque cosa accadrà nel mio percorso di vita futura, le parole, i pensieri, i racconti e le riflessioni, qui riposti, rimarranno, spero, come spunto e stimolo di riflessione per chiunque li leggerà.

domenica 20 aprile 2014

43 - A SAND'ANDREJE

A SAND'ANDREJE - (di Antonio Filidoro)
(r'cord e cummuzione)


Sand'Andreje,
sempl'ce e maestóse
catt'dràle d' V'nóse;
Sand'Andreje
g'nueine matreice d' sent'ment
e púnd s'coure d' r'f"rement
p' tutt u popule v'nuseine
da i preime r'ntocch du matateine;
Sand'Andreje,
u r'staure t'ha purtarte l'anteich spl'ndóre
e la fede du popule ha r'pigliate v'góre!

So' venoute a V'nouse p' rr fist d' Natale
e 'mizz' a la gend paisàne
ósce a la mess a la catt'drale
na v'ntante d' r'cord, n'arie arcane
stacenn au banc' assettate
'ndréte cu timh m'ha prnjettate...

Mamma meje quanta r'cord’ so' affiurate!
funzione e prufoume d' nginz,
la duttréne e rr cose d' Deje,
rr noneche du 'spìzie, don V'cinz,
i paggett ch la tracoll, rr fratareje,
rr mess cu Capitule catt,dràle,
u succorp e la nuvene a la 'Mmaculate,
u pr'sepie e la nuvene d' Natale,
la s'tt'mana sant e la pr'g'ssióne d' l'Adduluràte...
Veche tanta gend ca s' cummóve e assist
a rr pred'che cl' i Passiunist,
voce d' popule e voce d' core
chiame da u pulpute u pr'd'catore
"Vieni o Maria, ecco tuo figlio!..."

U Sabb'te sant spàre la glórie.
Ch' tr-pudie a la catt'drale!
la bann sone la marcia reale,
s' cant, s' preghe... e po' ognoune
ch' nu taradd romb i d'scioune.

Che palp'tazióne sti r'cord!
so tutt nu frasegg' d'armuneje,
nu d'l'cate arpegg', tutta na s-nfuneje!
P' me po', paisane d’' quartire,
cummuzione e r'cord so' nu sole p'nzire.


A SANT'ANDREA
(Ricordi e commozione)


Sant'Andrea, semplice e maestosa cattedrale di Venosa:Sant'Andrea, genuina matrice di sentimento e punto sicuro di riferimento per tutto il popolo venosino, dai primi rintocchi del mattutino; Sant'Andrea, il restauro t'ha portato l'antico splendore e la fede del popolo ha ripreso vigore.

Sono tornato a Venosa per le feste di Natale e seduto in mezzo alla gente paesana, oggi alla messa in Cattedrale, una ventata di ricordi, un'aria arcana, stando seduto ad un banco, mi ha proiettato indietro ­col tempo.

Mamma mia, quanti ricordi sono affiorati! funzioni e profumo d’inccenso, il catechismo e le preghiere, le monache dell'ospizio, don Vincenzo, i paggetti con la tracolla, le confraternite, le messe col Capitolo della Cattedrale, la cripta e la novena all'Immacolata, il presepio e la novena di Natale, la settimana santa e la processione dell'Addolorata... Vedo tanta gente che si commuove e assiste alle prediche del monaco passionista; voce di popolo e voce di cuore, chiama dal pulpito il predicatore: "Vieni, o Maria, ecco tuo Figlio...".

Esplode il sabato santo la gloria della resurrezione. Che tripudio nella chiesa cattedrale! la banda suona la marcia reale, si canta, si pre­ga... e poi ognuno con un tarallo rompe il digiuno.
Che palpitazione questi ricordi! sono tutto un fraseggio di armonia, un delicato arpeggio, tutta una sinfonia.
Per me poi, paesano cresciuto nel quartiere di Sant'Andrea, com­mozione e ricordi sono un solo pensiero.

42 - Vivere i propri sogni

Il mondo è nelle mani di coloro 
che hanno il coraggio di sognare 
e di correre il rischio di vivere i propri sogni......."

martedì 15 gennaio 2013

41 - Dio conta le lacrime delle donne

Stamani ho trovato, per caso, questo brano e me ne sono immediatamente innamorato:
è tratto dal Talmud che, se non sbaglio, è un libro sacro. 


Ho letto e riletto con attenzione queste parole e più le leggo e più me ne innamoro perchè trasmettono un senso di serenità, rispetto ed amore che, in questa società, sono oramai inesistenti.
Anche oggi, nell’epoca dell’emancipazione, dove tutto sembra ormai acquisito, conquistato, risaputo, trovo che questi versi siano molto attuali e penso che forse bisognerebbe ripeterseli di più e più spesso……

Dio conta le lacrime delle donne"

State molto attenti a far piangere una donna,

che poi Dio conta le sue lacrime!

La donna è uscita dalla costola dell’uomo,

non dai piedi perché dovesse essere pestata,
non dalla testa per essere superiore,
ma dal fianco per essere uguale….
un po’ più in basso del braccio per essere protetta,
e dal lato del cuore per essere Amata….
dal Talmud
   Non far piangere una donna......
ogni lacrima è un po’ di lei che se ne va...
non deluderla mai perchè,
ogni volta che lo farai,
si allontanerà sempre di più da te.
Se vuoi amare una donna fallo
davvero con tutto te stesso
stringila, proteggila,
donale il più bel raggio di sole ogni giorno,
tieni sempre accesa quella luce nei suoi occhi.
Quella luce è la speranza,
è amore…
è la più bella stella di qualsiasi notte...!!!!!
Non deluderla perché,
ogni volta che lo farai,
si allontanerà sempre di più da te.
Se vuoi amare una donna
fallo davvero con tutto te stesso,
stringila, proteggila,
donale il più bel raggio di sole ogni giorno,
tieni sempre accesa quella luce nei suoi occhi
perchè se non lo fai oggi,
sarà il rimpianto del tuo domani.




martedì 18 gennaio 2011

40 - Gli uomini, i mezzi uomini, gli ominicchi...

“……… e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. 
Pochissimi gli uomini; 
i mezz’uomini pochi, che mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi. E ancora più in giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. 
E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere con le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre.”


che tristezza...!

Leonardo Sciascia, "Il giorno della civetta"

domenica 25 ottobre 2009

giovedì 22 ottobre 2009

38 - SULLE ALI DI PEGASO PER NON CADERE

Tanto gentil e tanto onesta pare
la donna mia quand'ella altrui saluta,
ch'ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l'ardiscon di guardare.
Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d'umilta' vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi si' piacente a chi la mira,
che da' per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender non la puo' chi no la prova;
e par che de la sua labbia si mova
uno spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: Sospira.
(Dante Alighieri da Vita Nova)

martedì 28 luglio 2009

37 - IL BIVIO

Ci sono varie strade che possono portarci dove vogliamo andare.
La prima ci conduce dove ci manda il nostro primo pensiero.
Non è la strada giusta. 
Riflettiamo un poco.
Affrontiamo allora la seconda.
Riflettiamo nuovamente ma non scegliamo ancora.
Finalmente, alla quarta riflessione saremo sulla strada giusta. 
Così non rischieremo più nulla. 
Qualche volta, lasciamo passare una giornata
prima di risolvere il nostro problema.
Attendiamo che i fiumi scorrano all'incontrario 
allo stesso modo che ogni uomo 
nato libero sia contento d' essere rinchiuso 
entro limiti precisi 
senza la libertà di andare dove vuole.
Lungo il cammino delle nostra vita 
facciamo in modo di non privare gli altri della felicità. 
Evitiamo di dare dispiaceri ai nostri simili ma, 
al contrario, vediamo di procurare loro gioia 
ogni volta che possiamo! 
Ogni giorno però ci troviamo dinanzi ad un bivio.
Ogni giorno ci tocca scegliere.
Non sempre è facile decidere.
Non è facile scegliere la strada più giusta, 
la strada più comoda 
e la strada più agevole per noi,
a volte ci tocca scegliere, 
anche la strada più faticosa,
quella più tortuosa,
per raggiungere la nostra meta. 
A volte è molto complicato.
Oggi mi trovo nuovamente dinanzi ad un bivio.
Anche in questa occasione,
dovrò riflettere per poter scegliere.
Andrò per la strada più comoda, ma più lunga?
o quella tortuosa ma più corta?
Sceglierò la strada più agevole e sicura? 
oppure opterò per quella scomoda, ma più interessante?
Credo che in questa occasione, 
vista la grande difficoltà,
sceglierò momentaneamente
e parallelamente la corsia di emergenza!