Benvenuti nel mio mondo fatto di fantasia, creatività, libero pensiero, nel rispetto di tutto e di tutti......divido con voi le mie esperienze, le mie sensazioni e i miei pensieri ......piu' profondi!

Non so se riuscirò o mi sarà concesso di chiudere "il cerchio", "disegnandolo sulla grande tela della vita". So di per certo però, che qualunque cosa accadrà nel mio percorso di vita futura, le parole, i pensieri, i racconti e le riflessioni, qui riposti, rimarranno, spero, come spunto e stimolo di riflessione per chiunque li leggerà.

domenica 20 aprile 2025

Mani giunte e cuore di pietra.

L'ipocrisia al potere.
Nonostante le mani giunte e lo sguardo profondo mentre prega inginocchiato a San Pietro per il Venerdì Santo, Vance porta con sé l'odore della carne bruciata dei bambini palestinesi che sta contribuendo a uccidere. 

Quest'uomo è un insulto per tutti coloro che vivono quotidianamente i valori cattolici che no, non prevedono che sia legittimo un genocidio. 

Unicef ha dichiarato che in un mese sono stati massacrati 600 bambini palestinesi. 600 bambini. Immaginate 600 bambini che, anziché andare a scuola, giocare, fare i capricci per un gioco in più, sono fatti saltare in aria dalle bombe israeliane e da questo signore qui che, insieme al suo capo, vuole liberare Gaza dai suoi abitanti per farci una riviera. 

Immaginate 600 bambini, maschietti e femminucce, che camminano con la manina stretta nella mano della mamma o di papà che vengono spappolati da Netanyahu e da questo signore qui che ha la faccia tosta pure di pregare. 

600 bambini in un mese, migliaia in poco più di tre anni, non ci sono più per la sete di potere prima di Biden e poi di Trump e di questo soggetto in foto che abbiamo accolto con tutti gli onori. 

Sono disgustato e preoccupatissimo perché è con questa gente qui che Meloni vuole fare di nuovo grande l'Occidente.

mercoledì 16 aprile 2025

"Un borghese piccolo piccolo"

All’apparenza è la storia semplice di un uomo qualunque. Giovanni Vivaldi, impiegato ministeriale prossimo alla pensione, ha un solo desiderio: sistemare il figlio con un posto fisso. 
Una piccola ambizione, un sogno modesto, ma profondamente umano. 
Quando la realtà si frappone con una violenza improvvisa e insensata, la vita di Giovanni prende una piega inaspettata. 
Da quel momento, tutto cambia. 
E lo spettatore cambia con lui.
"Un borghese piccolo piccolo" è uno di quei film che partono in sordina, quasi con tenerezza, per poi scavare sotto la pelle e lasciarti senza parole. 
La regia asciutta e precisa di Mario Monicelli non cerca mai l’effetto facile, ma incide con una lama sottile. 
È un film che non alza mai la voce, eppure grida forte. 
La Roma grigia, i corridoi polverosi degli uffici, i dialoghi sottotono, tutto contribuisce a costruire un mondo dove la mediocrità non è insulto, ma condizione esistenziale.
E al centro c’è lui: Alberto Sordi. 
Un’interpretazione magistrale, complessa, mai caricaturale. 
Sordi qui è lontanissimo dalla maschera comica che lo ha reso celebre. 
Giovanni Vivaldi è un uomo piccolo, ma non ridicolo. 
È fragile, sincero, ottuso e spaventosamente credibile. 
Quando il dolore lo travolge, non esplode: si chiude. 
Ma in quel silenzio cresce qualcosa di spaventoso, qualcosa che Monicelli racconta con una freddezza chirurgica, lasciandoci a riflettere su cosa sia davvero la giustizia. 
E su cosa resti di un uomo quando il senso gli viene strappato via.
Il film riesce a essere contemporaneamente una critica sociale, un dramma psicologico e una riflessione amara sull’Italia degli anni ’70 – che però sembra ancora, inquietantemente, attuale. 
Niente moralismi, niente sconti: solo un racconto onesto, crudele, potentissimo. 
Il film non dà risposte, non indica eroi. 
Mostra semplicemente un uomo schiacciato da un sistema indifferente, che si aggrappa a ciò che può, fino a smarrire se stesso. 
È una riflessione sull’impotenza, sulla rabbia repressa, sulla vendetta e sul vuoto morale. 
Un’opera che colpisce con la forza delle cose vere, dette sottovoce.
Da vedere. 
E da metabolizzare lentamente.
L'ho visto e mi ha fatto male, non voglio puù vederlo.
soffrò troppo.
No riesco a metabolizzarlo.





lunedì 31 marzo 2025

Se ne parla ancora

venerdì 28 marzo 2025

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giovedì 20 marzo 2025

martedì 11 marzo 2025